Mostra 2024

“Piacenza, la città che cambia, luoghi e volti della realtà urbana” (23 novembre 2024 – 30 marzo 2025)

Prospero Cravedi non era un fotografo specializzato nell’architettura. Ma il suo rapporto con la città di Piacenza – i suoi luoghi, le sue figure più rappresentative, anche i suoi edifici – fanno della ricca opera confluita oggi nell’Archivio Cravedi uno strumento prezioso di conoscenza della realtà urbana, anche contemporanea.
Nel 1977 una pubblicazione, Piacenza: un’alternativa per il centro storico, redatta dal Comune in occasione dell’elaborazione di un piano urbanistico, è interamente illustrata con sue fotografie.

La capacità narrativa va a costituire un vero e proprio saggio sulla condizione urbana locale. In quelle foto non troviamo le rigorose geometrie di Gianni Croce o la meticolosa professionalità dei fratelli Erminio e Eugenio Manzotti; sono altra cosa anche dalle pose animate del raffinato flaneur della fotografia piacentina Giulio Milani. Nell’opera di Cravedi gli edifici non sono oggetti isolati dal contesto – quasi ricondotti a natura
morta, come praticato da tanta fotografia specializzata – ma pienamente integrati. L’immagine sembra nutrirsi dei volti e dei comportamenti di una comunità; racconta, senza pause e con grande empatia, le figure che conferiscono dimensione storica e sociale alle storie.
Proprio a partire da quelle immagini pubblicate nel 1977, per la mostra Piacenza, la città che cambia si è sviluppata una approfondita selezione nell’archivio Cravedi così da definire i capitoli di un ritratto della città specificamente orientato all’architettura e al paesaggio urbano. Vuole
essere un racconto che va oltre la restituzione della qualità degli edifici realizzati, di quelli nuovi, di quelli storici o di quelli abbandonati.

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